Lui & Lei
Due più uno
09.01.2026 |
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Franz si lascia cadere sulla sponda del letto, apre la zip del barman e tira fuori un cazzo duro e grosso con la punta già lucida di umori..."
Franz mi osserva attraverso il tavolo. Sorseggia il suo vino rosso e attende pazientemente che io finisca il dessert.È un uomo maturo e paziente, si gode tutto istante per istante: gli sfioramenti delle ginocchia, le mani, le singole parole che mi dice per eccitarmi di più.
Sono soddisfatta, la cena era squisita. Mi sono goduta i sapori di ogni portata. Lasciando riposare ogni boccone sulla lingua prima di premerlo piano contro il palato. Assaporando ogni singolo ingrediente così come a breve avrei assaporato il cazzo di Franz.
Mi studia lascivo, non mi perde di vista nemmeno un istante, mentre parliamo della cena e dei vini.
“Un caffè?”
“Preferisco un amaro.” rispondo.
“Lo prendiamo al bar, prima di salire in camera. Mi piace vederti sullo sgabello.”
Mi porge il braccio e ci avviamo verso il bancone.
I locali che sceglie Franz sono sempre fini, accoglienti e riservati.
Così anche il bar di questo albergo tutto cuoio e velluto, illuminato da luci soffuse non può fare altro che mettermi a mio agio. Rimango in piedi appoggiata al bancone, ma Franz con una lieve pressione mi fa sedere sullo sgabello. Con indifferenza fa risalire la mia gonna fino a mostrare il primo pezzetto del reggicalze.
“Lo sai che mi piace se ti guardano, prima che ti scopi.”
Socchiudo gli occhi come una gatta in calore mentre le sue parole centrano l’obiettivo. Si avvicina ancora di più e mi sussurra un “troia” che mi manda in orbita.
Nemmeno me ne accorgo che mi apre il primo bottone della camicetta, il barman vede il principio della fessura fra i miei seni incorniciata dal pizzo viola. Si ferma proprio a guardare.
“Fate anche servizio in camera?” chiede Franz come se niente fosse.
“Certamente, qualsiasi cosa desideri la signora, io sono a disposizione.” risponde senza alcun imbarazzo.
“Vedi, cara, penso a tutto. Se dopo hai sete, ti faccio portare qualcosa.”
C’è qualcosa di magico in un dialogo banale, ma al contempo così chiaro e promettente.
Vengo distratta da un lieve bacio sul collo accompagnato da un famigliare “Zoccola” sussurrato a pelle.
Franz ride della mia sorpresa.
Non mi aspettavo di trovare qui Bruno, l’altro mio prediletto, quello giovane.
Vorrei fare le presentazioni, ma vedo che si conoscono già.
Uno a destra e l’altro a sinistra, mi stringono fra i loro sgabelli.
Sotto l’orizzonte del bancone le mani vagano sul mio corpo, mentre parlano di calcio e macchine.
L’amaro scende dolce in gola.
“L’ha detto anche te stamattina che oggi aveva proprio tanta voglia di cazzo?” chiede Bruno a Franz.
“No, non proprio, ma quando le ho parlato aveva la voce da sesso.”
Franz mentre parla ha una mano nella mia scollatura, denuda un seno per il barman.
Sono talmente eccitata dal fatto che i miei due prediletti si siano messi d’accordo e un terzo uomo possa assistere a questa scena, che nemmeno mi chiedo se il comportamento è consono al luogo.
“Posso consigliare ai signori di bere qualcosa in un luogo più riservato?”
Bruno segue il contorno del mio reggicalze.
“Una bottiglia di champagne e quattro bicchieri. Stanza 602, fra 15 minuti.” E aggiunge sottovoce solo per me “I tuoi due cazzi preferiti, più il brivido del nuovo.”
In ascensore mi schiacciano fra di loro, due cazzi di marmo uno davanti e uno dietro si fanno sentire attraverso il tessuto.
Appena entrati in stanza Bruno finisce di sbottonare la camicetta, Franz apre e lascia cadere la mia gonna.
Rimango in biancheria intima.
Franz da dietro libera i miei seni, e Bruno scende assieme alle mie mutandine lasciando una scia di saliva rovente.
“Te la sta leccando bene?” vuole sapere Franz “Apri di più quelle gambe, fallo bere come si deve.”
Sto per venire che bussano alla porta.
Per un terribile momento mi sento orfana di mani, lingua e bocca.
Bruno mi abbraccia stretta, Franz apre la porta.
Il barman è un vero pezzo d’uomo che non finisce più, di quelli che piacciono a Franz.
Non fa nemmeno in tempo a entrare in stanza, che Franz già gli stringe il pacco. Si libera del vassoio e dichiara senza mezzi termini:” Succhiami il cazzo, zoccola, preparami per la signora.”
Franz si lascia cadere sulla sponda del letto, apre la zip del barman e tira fuori un cazzo duro e grosso con la punta già lucida di umori. Senza farselo ripetere se lo infila in bocca. Non credevo che un calibro del genere avesse posto.
“Gloria, stai gocciolando dalla voglia.” Bruno recupera con un dito il rivolo di piacere che mi cola lungo la coscia. Strofina le dita sulla mia fica tumida fino a penetrare.
“Dillo, Gloria, cosa vuoi.”
Aggancio lo sguardo del cameriere e rispondo “Cazzo, tanto cazzo.”
Solo l’idea che una delle tre nerchie possa violare qualche parte del mio corpo fa aumentare l’eccitazione.
“Vedo cosa posso fare.” Mi dice Bruno. Mi accomoda sul letto e affianca Franz. Li vedo come si baciano in punta di cazzo, vedo anche il cameriere che non stacca gli occhi dalla mia fica bagnata. La apro come un frutto maturo, immagino il rosa quasi fluorescente del suo interno, sento le mie dita che sguazzano. Ma faccio piano, mi fermo sempre un istante prima: voglio godere impalata da un uccello grosso e duro.
Ho chiuso gli occhi un momento mentre mi accarezzavo e ora sento un peso su di me. Un peso che mi divarica le gambe, una cappella notevole che preme sulla mia fessura e infine la mia fica che si dilata per accogliere questo gran cazzo che mi riempie fino alle orecchie.
Mi aggrappo al culo del cameriere per spingerlo dentro ancora di più, lo voglio tutto.
“Scopami” Si ritira come la marea, la mia fica quasi schiocca dal piacere, e rientra subito, lento, rimestandomi con quel batacchio enorme. Godo come un fuoco d’artificio, parti di me prendono il volo, altre scavano nelle mie profondità. Un unico pensiero dominante: che non si fermi!
Capisce al volo il mio segnale con le anche, e si butta sulla schiena portandomi con sé.
Posso cavalcarlo a mio piacimento. Lo sbatto muovendomi avanti e indietro, lo bagno dei miei umori salendo e scendendo lungo quell’asta di carne rovente con le mani aggrappate ai suoi pettorali.
Scendo a baciarlo e mi blocca in un abbraccio.
Un cazzo trova la via del mio culo. È troppo! Non resisto!
Apro la bocca per godere e vengo messa a tacere da un altro uccello.
“Bravo, leccami i coglioni!” è la voce di Franz che si fa viziare dalla mia gola e dalla bocca del cameriere. Alzo lo sguardo mentre gli altri due pali mi fanno godere. Negli occhi di Franz leggo la pura lussuria “Sei bellissima riempita in ogni buco!”
Queste parole accompagnano gli schizzi caldi nella mia gola e l’ultima stoccata nel culo. In questo tripudio di sborra e gemiti, nemmeno il cameriere riesce a trattenersi e mi riempie con un grugnito.
“Ragazzi, siete dei maiali. Mi avete sporcata tutta, appiccico ovunque!”
Non faccio in tempo a finire questa frase che tre lingue diligenti e accurate percorrono tutto il mio corpo: questo deve essere il paradiso!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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